FILANDA BANFI. PELLEGRINO (AVS): CENTRO STUDI SU TAGLIAMENTO E BACINI
(ACON) Trieste, 5 nov - "La filanda Banfi potrebbe diventare un
luogo in cui studiare il Tagliamento e costruire conoscenze utili
alla gestione dei bacini fluviali, mettendo insieme università,
enti di ricerca e istituzioni. Una destinazione capace di
restituire alla comunità un patrimonio di archeologia industriale
e di dare a Dignano un ruolo nella ricerca e nella tutela del
territorio". È la proposta della consigliera regionale di
Alleanza Verdi e Sinistra, Serena Pellegrino, a seguito della
presentazione dello studio di fattibilità per il recupero e la
rigenerazione della storica filanda Banfi.
"Nel confronto sul futuro del complesso - prosegue la nota della
Pellegrino - propongo di valutare la realizzazione di un centro
studi dedicato al Tagliamento e, più in generale, alla gestione
dei bacini fluviali. Proprio qui, accanto a un fiume di
straordinario valore ambientale e scientifico, potremmo creare
uno spazio stabile di collaborazione tra chi studia le dinamiche
dei corsi d'acqua e chi si occupa del governo del territorio. Per
comprendere un fiume occorre studiarne l'intero bacino, dalle
sorgenti alla foce, e il rapporto con le comunità che lo abitano".
"La Regione e il Comune potrebbero avviare un confronto con gli
atenei del Friuli Venezia Giulia, aprendolo ad altre università
italiane ed europee e agli enti competenti nella gestione delle
acque. Da questo confronto - afferma la consigliera - potrebbe
nascere un progetto scientifico sostenibile, sul quale cercare le
risorse necessarie. Il centro potrebbe rendere accessibili gli
studi sul fiume e offrire un contributo alla prevenzione del
rischio alluvionale, approfondendo il rapporto tra sicurezza
delle comunità e tutela degli ecosistemi".
Inoltre "la ricerca potrebbe accompagnarsi ad attività di
formazione e a iniziative aperte ai cittadini. I servizi di
ristorazione, accoglienza e ospitalità, così come proposti,
potrebbero ben integrarsi con le attività del centro studi ed
essere attrattivi come centro polifunzionale. L'ampiezza del
complesso consente infatti di far convivere più servizi, che
potrebbero sostenersi a vicenda. L'ospitalità, ad esempio,
potrebbe servire anche a ricercatori e studenti impegnati nelle
attività del centro, contribuendo a dare continuità all'utilizzo
della struttura".
"La memoria del lavoro custodita dalla filanda e la conoscenza
del fiume possono trovare spazio nello stesso progetto. Sarebbe
un modo concreto per legare il recupero dell'edificio a
un'attività continuativa e di interesse per il territorio. Sul
Tagliamento abbiamo bisogno di conoscenze condivise e di scelte
fondate su solide basi scientifiche. Chiedo quindi alla Regione e
al Comune - conclude l'esponente di Avs - di includere questa
proposta tra le destinazioni da valutare per la filanda, avviando
un confronto con università ed enti di ricerca per verificarne
l'interesse e la fattibilità tecnica".
ACON/COM/rcm